Ricordate le orde di venditori di chincaglierie ed orologi falsi che una volta assiepavano le strade dei centri storici? Forse una parte di questi è ancora li ancorata al vecchio e tradizionale modello di business accompagnato dal famoso (e tristemente usato per connotare alcuni stranieri) “Vù Cumprà”.

Tuttavia alcuni di questi “imprenditori”  hanno scelto la via del business online utilizzando il web dove è possibile acquistare repliche dei più famosi orologi svizzeri. Basta una ricerca con google per trovarne diversi. Questi venditori online utilizzano le più sofisticate tecniche di SEO per indicizzare i propri siti in maniera efficace ed acquisire notevole visibilità presso i consumatori.

Sembra quasi un business legittimo data la semplicità con cui questi siti sono raggiungibili e ben pubblicizzati. I detentori dei marchi (a dir loro) lottano incessantemente per far chiudere questi siti ma nel breve volgere di poche ore questi tornano online ospitati su altri servers. Alcuni invece sembrano essere online da sempre e verrebbe da chiedersi se sono semplicemente tollerati?

Da parte mia segnalo spesso questi siti alla FHS (Federation of the Swiss Watch Industry) ma non so in concreto cosa questi facciano per arginare il problema.
A testimonianza del livello di raffinatezza dei contraffattori/venditori devo riportare il fatto che questi sempre più spesso acquistano pubblicità online per acquisire ulteriore visibilità eccone un esempio:

Si tratta di una pubblicità a pagamento su Google dove accanto al marchio ufficiale Rolex (in verde) compare un sito di repliche (in rosso). Chissà se alla Rolex qualcuno controlla la pubblicità online…soldi spesi male direi! Sembra tuttavia che Google limiti l’acquisto di keywords come “replica, counterfeit etc…” tuttavia basta utilizzare “copy” ed il gioco è fatto

Anche Facebook non è immune da questo tipo di problema ecco un esempio di pubblicità di prodotti contraffatti:

Ma non solo, è possibile addirittura dare la propria preferenza alle pagine dei venditori che in barba alle regole vendono prodotti contraffatti

Oppure

Che dire siamo nell’epoca della patacca 2.0!

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