dal bing bang in poi ne è passato di tempo, ma in fondo è tutto riassumibile per sommi capi come ha fatto questo artista.
La mia preferita è “critical hit” che riassume i rischi dell’evoluzione e il dramma ripetuto del maschio fino ai giorni nostri
dal bing bang in poi ne è passato di tempo, ma in fondo è tutto riassumibile per sommi capi come ha fatto questo artista.
La mia preferita è “critical hit” che riassume i rischi dell’evoluzione e il dramma ripetuto del maschio fino ai giorni nostri
Tags: bing bang, evoluzione, video, youtube
Vuoi andare in vacanza lontano dalle orde di turisti che affollano i posti più frequentati? Allora vai in un posto poco battuto grazie a questa mappa

Si tratta di una mappa costruita con i dati di panoramio il sito di google che permette di georeferenziare le fotografie e di piazzarle sulla mappa con un click.
Utilizzando questi dati la mappa anti-turisti (World touristiness map) evidenzia in giallo i posti più battuti, in rosso quelli meno battuti fino al blu ed al grigio per le zone dove vi sono poche o nessuna foto in panoramio.
Pur non essendo un criterio scientifico al 100% il funzionamento si basa sull’idea che se esistono poche foto di un posto questo probabilmente è poco battuto dai turisti.
Ottimo per i novelli Alex Supertramp o per quelli che semplicemente vogliono fuggire dalla confusione ed evitare trappole per turisti
Tags: into the wild, mappa, solitario, turisti, vacanza, viaggio, World touristiness map
da piccolo giocavo con questo…sembrava un prodigio dell’elettronica e io ci andavo matto.
In fondo quattro led con un bip e un campo da calcio disegnato erano molto meglio di wii, playstation e compagnia cantando…

qui una piccola scheda tecnica, nel frattampo cerco il gruppo di fan su facebook…ci sarà no?
mag 15
Pubblicato da admin in Capire | 312 commenti
Se dovesse capitarvi un post come quello che segue su Facebook sicuramente cliccherete su quello che sembra essere un bel video sexy dal nome “candid camera prank”. Anche il titolo sembra quello di un video visto che è presentato come [HQ], inoltre il messaggio “this is without doubt…” appare come scritto dall’amico che ce lo propone. Per quale motivo non dovreste cliccarlo?

Ad uno sguardo più attento, quello che sembra essere un video è invece un’applicazione facebook, molto probabilmente uno spam. Ed è anche ben mascherata in modo da diffondersi il più possibile sfruttando la buona fede degli utenti.

La schermata successiva richiede l’autorizzazione agli utenti per accedere alle informazioni personali (e forse da qui riesce ad inoltrare l’invito del video sexy agli amici).
Personalmente ho preferito dare l’autorizzazione quindi ho cliccato su “non consentire” quindi sono stato dirottato provvisoriamente su:

“http://www.777f.info/mmmas_fgdf”
pagina bianca con uno script che riporta alla pagina dell’autorizzazione di prima.
Per ragioni di tempo non ho verificato se vi siano altri scripts nella pagina di cui sopra e tantomeno non avendo autorizzato l’app non mi è dato sapere di cosa si tratta. Quanto sopra mi sembrava abbastanza per ritenerla sospetta e segnalarla al team sicurezza di Facebook.
A conferma di questo ho trovato un altro post che parla di questa app.
mag 7
Pubblicato da admin in Capire | 320 commenti
La nuova trovata di Google per dimostrare quanto veloce sia il browser Chrome…la cosa che mi ha impressionato di più è il cannone per fare la patatine fritte!
Tags: chrome, french fries, spot, test, video
Ricordate le orde di venditori di chincaglierie ed orologi falsi che una volta assiepavano le strade dei centri storici? Forse una parte di questi è ancora li ancorata al vecchio e tradizionale modello di business accompagnato dal famoso (e tristemente usato per connotare alcuni stranieri) “Vù Cumprà”.
Tuttavia alcuni di questi “imprenditori” hanno scelto la via del business online utilizzando il web dove è possibile acquistare repliche dei più famosi orologi svizzeri. Basta una ricerca con google per trovarne diversi. Questi venditori online utilizzano le più sofisticate tecniche di SEO per indicizzare i propri siti in maniera efficace ed acquisire notevole visibilità presso i consumatori.
Sembra quasi un business legittimo data la semplicità con cui questi siti sono raggiungibili e ben pubblicizzati. I detentori dei marchi (a dir loro) lottano incessantemente per far chiudere questi siti ma nel breve volgere di poche ore questi tornano online ospitati su altri servers. Alcuni invece sembrano essere online da sempre e verrebbe da chiedersi se sono semplicemente tollerati?
Da parte mia segnalo spesso questi siti alla FHS (Federation of the Swiss Watch Industry) ma non so in concreto cosa questi facciano per arginare il problema.
A testimonianza del livello di raffinatezza dei contraffattori/venditori devo riportare il fatto che questi sempre più spesso acquistano pubblicità online per acquisire ulteriore visibilità eccone un esempio:

Si tratta di una pubblicità a pagamento su Google dove accanto al marchio ufficiale Rolex (in verde) compare un sito di repliche (in rosso). Chissà se alla Rolex qualcuno controlla la pubblicità online…soldi spesi male direi! Sembra tuttavia che Google limiti l’acquisto di keywords come “replica, counterfeit etc…” tuttavia basta utilizzare “copy” ed il gioco è fatto
Anche Facebook non è immune da questo tipo di problema ecco un esempio di pubblicità di prodotti contraffatti:

Ma non solo, è possibile addirittura dare la propria preferenza alle pagine dei venditori che in barba alle regole vendono prodotti contraffatti

Oppure

Che dire siamo nell’epoca della patacca 2.0!
Tags: counterfeit, facebook, fake, FHS, google, illegal, replica, rolex, Swiss Industry, swiss watch, watch
Google ha deciso di pubblicare i dati sulle richieste di informazioni ricevute dalle Forze dell’Ordine per finalità investigative. E’ stato infatti reso disponibile online un report dal nome Government Requests tool dove vengono indicate le richieste di acquisizione dati e di rimozione contenuti inoltrate alla grande G.
E’ un caso isolato poichè per le altre aziende questo tipo di attività è tenuto low profile forse per evitare timori sulla privacy da parte degli utenti. Google invece sorprende tutti e pubblica queste informazioni rendendo l’idea del volume di richieste su base annuale nei vari paesi.
I dati sono relativi a molti paesi con l’eccezione della Cina dove le richieste del governo sono considerate segreto di stato e pertanto non divulgabili.

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